Negli ultimi anni si sono sviluppate in Italia,
parallelamente alle forme di alloggio extralberghiero come i bed &
breakfast, le case vacanze e gli affittacamere, forme diverse di
locazioni, cosiddette "turistiche", di immobili con destinazione
abitativa. Tali fattispecie si connotano con una durata limitata di
fruizione del bene immobile nel tempo e con la finalità di soddisfare
esigenze di natura abitativa temporanea e non stabile.
La locazione "turistica" in senso lato ha
conosciuto una crescita esponenziale, complici le piattaforme digitali
che facilitano l'incontro tra domanda e offerta di alloggi a breve
termine. Questa formula di ospitalità, alternativa alle
tradizionali strutture ricettive, ha sollevato numerosi interrogativi
dal punto di vista sia normativo che fiscale.
Il lavoro prende quindi in esame le locazioni
turistiche e il relativo reddito fondiario, la normativa nazionale e
regionale, la presunzione di svolgimento di attività imprenditoriale ad
opera della legge n. 178/2020, cercando di individuare
il confine tra reddito fondiario e reddito d'impresa, con un cenno alla
nuova direttiva comunitaria ViDA, che disciplinerà dal 2028 l'attività delle piattaforme di prenotazione turistica e i trattamenti fiscali
degli alloggi ad uso turistico locati attraverso
le piattaforme.