Strumenti di tutela, vantaggi per le imprese e impatti sul mercato del credito. Focus sull'Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
La tutela della clientela bancaria e finanziaria
costituisce oggi uno dei cardini dell'ordinamento europeo e nazionale in
materia di intermediazione. La crescente complessità tecnica,
l'innovazione digitale e la proliferazione di prodotti
finanziari a elevato contenuto informativo hanno progressivamente
contribuito a costruire un sistema multilivello di regole volto a
ridurre l'asimmetria informativa tra intermediari e clienti.
L'evoluzione normativa ha segnato infatti il passaggio da un modello
basato sulla mera trasparenza informativa a un paradigma più
articolato, fondato su obblighi di correttezza, diligenza e
professionalità, oltre che di valutazione dell'adeguatezza e
appropriatezza delle operazioni, gestione dei conflitti di interesse e
responsabilità
nella product governance.
L'obiettivo dei regolatori è quello di rendere
sempre più comprensibili i prodotti finanziari e più efficace la
protezione degli investitori retail. In tale contesto, le autorità di
vigilanza come Banca d'Italia, Consob, EBA, ESMA svolgono
un ruolo essenziale nel presidiare tali regole, attraverso linee guida e
regolamenti che contribuiscono a uniformare le prassi di mercato.
Accanto al quadro regolamentare, la disciplina moderna riconosce altresì
la rilevanza delle dinamiche comportamentali
dei clienti, spesso influenzati da bias cognitivi e limiti di razionalità.
La digitalizzazione dei servizi finanziari
introduce nuove opportunità, ma anche vulnerabilità, richiedendo
ulteriori presidi di tutela, come quelli previsti dal Regolamento (UE)
2016/679 (GDPR) e dalle norme sull'autenticazione forte del
cliente (strong customer authentication - SCA). La tutela della
clientela bancaria e finanziaria, insieme alla crescente diffusione
degli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie, sta
assumendo un ruolo di grande importanza nell'attività
di professionisti con specifiche competenze in materia
economico-aziendale. Nell'ambito della consulenza ordinaria, infatti,
il commercialista rappresenta sempre più spesso il primo punto di
riferimento per consumatori e imprese chiamati a gestire rapporti
bancari e finanziari caratterizzati da un'elevata complessità.
Il commercialista non è più soltanto un tecnico
degli aspetti contabili e fiscali, in quanto rappresenta oggi un vero e
proprio consulente strategico, che svolge un ruolo di presidio nei
rapporti tra banca e impresa e tra banca e consumatore.
A ciò si aggiunge la necessità di possedere competenze tecniche
specifiche: la gestione dei reclami, la predisposizione di
eventuali ricorsi all'ABF (Arbitro Bancario Finanziario), l'analisi dei
rapporti bancari e la valutazione di fenomeni quali usura, anatocismo
o commissioni indebite richiedono conoscenze approfondite che il
commercialista già detiene o può sviluppare.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l'impatto
dei rapporti bancari sul rating creditizio e, più in generale,
sulla continuità aziendale.
La tutela della clientela bancaria e finanziaria
non rappresenta un tema meramente giuridico, ma un ambito operativo
strategico per il commercialista, che rafforza il suo ruolo come garante
della trasparenza nei rapporti bancari, consulente
nella gestione del credito, supporto tecnico nelle controversie e
presidio della solidità finanziaria dell'impresa. In questa prospettiva,
gli strumenti di tutela si configurano come vere e proprie leve
operative che il professionista può utilizzare per proteggere
e valorizzare l'impresa cliente oltre che per la tutela del
consumatore.