Il documento sviluppa, in una prospettiva operativa
e di comparazione, i profili comuni e le criticità ricorrenti della
consulenza tecnica in sede civile (CTU/CTP) e penale (perizia/consulenza
dell'accusa e della difesa) quando l'oggetto
della controversia implica la valutazione degli adeguati assetti
organizzativi, amministrativi e contabili e/o dei Modelli di
organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. n. 231/2001 ("Modelli
231").
In tale cornice, l'analisi evidenzia: (i) la
centralità della valutazione ex ante e proporzionata; (ii) il ruolo
determinante della qualità della prova documentale e della tracciabilità
delle fonti; (iii) l'esigenza di tradurre strumenti
aziendalistici (piani, budget, reporting, cash flow, presìdi di
controllo e risk management) in quesiti giudiziari verificabili; (iv) i
rischi di "formalismo" (assetti/modelli "di carta") e, specularmente, di
eccessiva discrezionalità tecnica non ancorata
a parametri normativi e/o standard riconosciuti.
Con l'obiettivo di fornire suggerimenti ai
professionisti, l'analisi della normativa e del formante della
giurisprudenza è corredata di alcune raccomandazioni operative per un
approccio tecnico-giudiziario più robusto, volto a focalizzare
l'attenzione degli operatori su: standardizzazione minima dei
quesiti, adozione esplicita di criteri di adeguatezza ricavabili dal
Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza - in particolare gli
"output informativi" dell'art. 3 CCII - e dalla disciplina
civilistica; utilizzo di check-list e prassi tecniche.
Nell'Appendice sono infine proposte utili
check-list di coordinamento tra i differenti settori di attività del
CTU/Perito nella prospettiva di "orientarlo" nella comprensione di un
sistema di compliance integrata.