Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti

Osservatorio Economico - Novembre 2013

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PRESENTAZIONE E SINTESI.

Il rafforzamento della congiuntura economica mondiale, guidato ancora una volta dall'economia statunitense, si sta trasmettendo lentamente anche all'Eurozona ma non sembra ancora interessare l'economia italiana nonostante il miglioramento significativo dello spread. La congiuntura interna appare ancora depressa dalla stagnazione della domanda caratterizzata dalla debolezza dei consumi delle famiglie e dalla mancanza di una politica fiscale espansiva sacrificata in nome della stabilità dei conti pubblici. Le cattive condizioni creditizie interne peggiorano il clima economico generale, come dimostrano i dati sul calo progressivo dei prestiti alle imprese, e condizionano negativamente l'andamento degli investimenti privati. In tali condizioni, sostanzialmente invariate anche dopo l'approvazione della Legge di Stabilità per il 2014, l'economia italiana non potrà beneficiare significativamente del calo dello spread che, secondo la Banca d'Italia, in tre anni porterebbe una maggiore crescita del pil di un punto percentuale.  

Pressione fiscale. Dopo il 44,3 del 2013, che rappresenta il record storico assoluto della pressione fiscale ufficiale italiana, sembra sempre più difficile raggiungere l'obiettivo formulato a settembre dal governo del 44,2% per il 2014, soprattutto se non dovesse essere raggiunto l'obiettivo di crescita del pil reale pari all'1%.  

Debito Pubblico. 2.016 miliardi di euro il debito pubblico a ottobre (+19,5 mld. rispetto ad settembre 2013 e +124,1 mld. rispetto a settembre 2012).  

Clima di fiducia. Riprende a crescere a novembre il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane dopo la battuta di arresto di ottobre.  

Congiuntura. Primi segnali positivi della congiuntura interna con il dato della produzione industriale di settembre (+0,2%) dopo che l'indice ad agosto aveva toccato il livello più basso dal 2010.

Finanza pubblica. I dati relativi al II trimestre dell'anno mostrano un aumento sia delle uscite che delle entrate del conto economico aggregato delle Amministrazioni pubbliche italiane. In particolare, si evidenzia un aumento dei consumi intermedi e delle spese per prestazioni sociali in denaro che assorbono completamente il risparmio dovuto al calo della spesa per interessi sul debito pubblico. Nonostante il calo delle imposte indirette, le entrate complessive sono cresciute notevolmente.

Entrate tributarie. È proseguito anche a ottobre il calo delle entrate tributarie complessive nei raffronti mensili con il 2012, mentre dall'inizio dell'anno si registra un +0,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. Calo del 9% a ottobre dei tributi locali che, però, dall'inizio dell'anno fanno registrare una crescita elevata pari a +4,9%. In particolare, l'addizionale comunale all'Iperf è aumentata dall'inizio dell'anno del 20,5%. Ritorna a crescere, invece, il gettito proveniente dall'Iva da scambi interni. Nel complesso a ottobre il gettito Iva è cresciuto del 3,3% e l'andamento dall'inizio dell'anno è -3,9%. 

Partite Iva. -5,1% le nuove partite Iva a ottobre e -4,6% dall'inizio dell'anno. Negativo a ottobre anche l'andamento nel comparto delle società di capitali (-0,8%) che, invece, sono sempre state in crescita e dall'inizio dell'anno hanno fatto registrare un +8,2% a fronte del -14,8% delle società di persone e del -6,4% delle persone fisiche. 

Movimprese. +12.394 imprese nel III trimestre dell'anno, ma il tasso di crescita è il più basso di sempre (+0,21%). Continuano a rallentare moltissimo le iscrizioni di nuove società di persone, mentre crescono le società di capitali.

Fallimenti. +5,9% i fallimenti nel primo semestre dell'anno (6.456) e +72,5% i concordati aperti nello stesso periodo (1.116).


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